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Il laghi del Paione in Val Bognanco

Traccia GPS da San Bernardo ai Laghi del Paione - Traccia del ritorno - Mappa Mappa - Video Video

Bognanco si trova in Piemonte, a ovest del lago Maggiore chiamato anche Verbano, e la si raggiunge percorrendo l'autostrada per Gravellona Toce, una derivazione della Milano Laghi che si ricongiunge con la Milano/Torino in direzione Alessandria.

Le indicazioni riportano Arona come primo casello da oltrepassare e la strada costeggia per un certo tratto il lago, visibile negli scorci liberi da gallerie. All'uscita di Domodossola occorre seguire attentamente i cartelli "Bognanco" fino ad imboccare l'unica strada che risale la valle.

Una volta raggiunta la cittadina termale, si lascia il paese sulla sinistra e si continua a salire seguendo inizialmente le indicazioni per "San Lorenzo" e poi per "San Bernardo".

Il punto di partenza è proprio il parcheggio accanto al minuscolo Ristorante Alpino a quota 1620, situato alle spalle della deliziosa chiesetta di San Bernardo, dove l'omonimo cane è raffigurato proprio al centro dell'altare.

Guardando verso nord intravediamo tra le nuvole la nostra meta.

Ritorniamo sui nostri passi per qualche decina di metri, percorrendo la strada sterrata da cui siamo venuti ed imbocchiamo la gippabile in discesa, ben segnalata dai cartelli gialli che indicano i sentieri.

Sulla destra, tra gli alberi, si intravede una stradina in erba che compie lo stesso tragitto con un percorso parallelo, la scegliamo senza indugi e raggiungiamo il ponte sul torrente Rasiga.

Da qui, purtroppo, la gippabile diventa asfaltata e sale ripida e tortuosa verso il Passo del Monscera senza concedere alternative.

Dopo una ventina di minuti, incontriamo la deviazione per l'Alpe Paione che raggiungiamo con pochi passi. Quache istante per ammirare alcune belle baite appena ristrutturate, e poi imbocchiamo sulla sinistra il sentiero che porta al primo lago.

La salita adesso è più dolce, si snoda in mezzo al verde lussureggiante della vegetazione e costeggia un'alta parete rocciosa, friabile, su cui è ben visibile il logorio degli agenti atmosferici.

Davanti a noi, il bianco della parete rocciosa che sostiene il primo dei tre laghi, raggiungibile dopo circa un'ora e venti di cammino dal parcheggio di San Bernardo.

Incastonato tra le rocce, ne riflette i colori miscelandoli con l'azzurro striato di nuvole del cielo. L'aria è fresca nonostante sia ormai luglio inoltrato. Siamo a 2002 metri sul livello del mare.

Ci fermiano giusto il tempo di qualche fotografia e poi costeggiamo lo specchio d'acqua sulla destra, percorrendo il ripido sentiero che sale al lago di mezzo in una ventina di minuti.

Uno sguardo verso il basso ci concede la vista dell'intera valle, ma la mente è protesa verso ciò che abbiamo davanti e che faticosamente stiamo cercando di raggiungere. Il secondo lago ci appare all'improvviso a m 2147, sovrastato da un'enorme bastionata di basalto che sorregge quello superiore.

E come se queste tre lacrime di ghiacciaio fossero appese nella roccia a sfidare il tempo per dimostrarci la fragilità degli esseri umani che cercano di raggiungerle.

Ci dividiamo in due gruppi e costeggiamo il lago dai entrambi i lati. Sulla destra il percorso sale diretto al lago superiore, decidiamo quindi di richiamare gli altri e di seguire i segnavia bianco e rosso che costeggiano la grande cascata e si inerpicano lungo la parete della montagna.

Superata la grande bastionata che sorregge il terzo lago del Paione, il paesaggio diventa lunare e le nuvole basse aggiungono ulteriore mistero alla visione della conca granitica che lo contiene.

Sono passate circa due ore e mezza dal momento della partenza, la salita è stata dura ma la soddisfazione è tanta. Ci troviamo a 2269 metri sul livello del mare.

Pranziamo al sacco, riparati dietro una roccia che ci protegge dal vento freddo che scende dal passo... ora non ci resta che scendere tra i comuni mortali per raccontare le emozioni di questa piccola impresa.

Camminiamo lungo la bastionata di basalto e seguiamo una traccia tra le rocce. Da questo momento in poi, le uniche indicazioni sono gli omini di sasso, costituiti da cumoli di pietre, poste una sull'altra dalla più grande alla più piccola.

Teniamo come riferimento il lago di mezzo mentre ammiriamo la vallata da un diverso punto di angolazione e, seppur a malincuore, abbandoniamo questo angolo di paradiso.

Abel Wakaam

 

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